Coordinate geografiche e culturali

Il nord del sud, il sud del nord, l'est dell'ovest e l'ovest dell'est. In estrema sintesi potrebbero essere queste le coordinate per definire la collocazione geografica del Friuli. In modo altrettanto sintetico, ma forse con maggiore chiarezza, il Friuli potrebbe essere descritto come la parte più a nord dell'area mediterranea, quella più a sud dell'Europa centro-settentrionale, la più occidentale dell'Europa dell'est, la più orientale di quello che viene chiamato Occidente. In entrambi i casi si tratta di indicazioni che permettono, in generale, di dare una collocazione al Friuli, in particolare con una visione europea, in termini sia geografici che storici e culturali, evidenziandone sotto questo profilo la peculiarità di pluralità, alterità e contaminazione.

 

Il Friuli è quel territorio che si estende tra le Alpi e l’Adriatico e i fiumi Livenza e Timavo. Si tratta di coordinate geografiche che trovano conferma in una lunga tradizione, che abbraccia letteratura, pubblicistica e saggistica. Si va da Andrea Vavassore detto Guadagnino con la sua Vera descritione del Friuli, stampata a Venezia nel 1553, allo storico e geografo inglese Thomas Salmon, con la descrizione del Friuli che si trova nella sua monumentale opera Modern History, or the Present State of all Nations, pubblicata in più edizioni e in più lingue tra il 1739 e il 1766, per giungere alla seconda metà dell'Ottocento con Pacifico Valussi e Prospero Antonini.

Nell'assetto geografico e amministrativo dello Stato italiano contemporaneo il Friuli corrisponde alla maggior parte della regione Friuli-Venezia Giulia (con l'eccezione di Trieste e degli altri cinque comuni contermini) e alla porzione più orientale della regione Veneto (il cosiddetto Mandamento di Portogruaro). Il Friuli è complessivamente abitato da circa un milione di persone.

Il Friuli, nella sua unità e unitarietà, è diversificato e plurale. Per quanto riguarda la geografia fisica e il paesaggio, è esemplare la descrizione che ne da Ippolito Nievo: «Il Friuli è un piccolo compendio dell'universo, alpestre, piano e lagunoso in sessanta miglia da tramontana a mezzodì». Si può dire lo stesso anche per la dimensione culturale, dalla musica alle varie espressioni della cultura materiale, che lo rendevano (e lo rendono tuttora) particolare e diverso.

È significativa la testimonianza di Guido Piovene che si trova nelle pagine del suo libro, Viaggio in Italia, dedicate al Friuli e alla sua popolazione, a partire da quel passaggio in cui l'attraversamento da ovest di quella che l'autore definisce «linea Meschio-Livenza-Monticano» (con riferimento al fiume Livenza e a due suoi affluenti da destra) è paragonato al superamento di una «grande muraglia» e all'ingresso in un mondo differente.

Il Friuli è caratterizzato dalla presenza di quattro lingue diverse.

Non c'è solo la lingua dominante:  l'italiano, al cui ambito, in base a criteri culturali, storici e politici, vengono ricondotti anche i dialetti di origine veneta.

Ci sono il tedesco (con riferimento alle locali varietà austro-bavaresi di Timau, Sauris e Sappada e della Val Canale, nella quale è altresì consolidato anche il rapporto con la varietà standard), lo sloveno, lungo la fascia orientale che abbraccia la Val Canale stessa e il Goriziano, passando per le Valli di Resia, del Torre e del Natisone, ed il friulano, presente nella maggior parte dei comuni del Friuli, che condivide con sloveno e tedesco la condizione di lingua minorizzata.